DUE RIGHE DUE sugli ultimi afflati di papismo all’italiana.
Anzi una domanda e una constatazione.
La domanda: ma il Papa e i vescovi sono forse esentati dall’essere loro stessi cristiani? Nel senso che si occupano di tutto tranne che di mettere in pratica – loro – le parole di Cristo. Infatti, se uno fosse coerente con le parole di Gesù quando dice «Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi» (Luca 6,26), dovrebbe solo gioire per il fatto di non essere desiderato e amato sempre da tutti e da tutto e che qualcuno, in un’Università, dica: no thanks.
Che imbroglio! Sempre di più si ha l’idea che i capi della Chiesa non siano tanto interessati al regno di Dio, quanto a quello degli uomini e che anzi facciano uso delle teorie sul regno dei Cieli per gestire il loro comando sul regno della Terra.
Citando sempre Gesù: «Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore» (Matteo 6,19-21).
Trovo che questa frase sia bellissima: là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore. Al di là di papismi e antipapismi (!), questa è una bellissima meditazione per ognuno di noi: dov’è il mio tesoro? Dove è veramente il mio tesoro?
