Tornati appena ora dal Trekking Yoga nella zona di Sorano, Sovana, Pitigliano. La voglia di esprimere qualcosa di questa esperienza subito, a caldo.
Analogamente, abbiamo meditato sul respiro come “primo” mantra, ascoltando il suono «io sono» (i-o-so-no) vibrare e prendere vita nel soffio di vita. Nel corso della meditazione, emergeva la percezione che la nostra vita non sia altro che un’inspirazione e un’espirazione durante le quali abbiamo il tempo, l’occasione, di pronunciare questo misterioso «io sono», ovvero di intonare la nostra ardua consapevolezza dell’essere. Poi l’Essere continua – nuove respirazioni, altre vite –, mentre l’io finisce. Dire consapevolmente «io-sono» significa fare contatto con l’altrettanto vero e presente «io-non-sono». Proprio come nella parola consapevole vibra sempre il silenzio. La nostra mente intona il mantra, ma poi è il mantra che intona la nostra mente. Noi stabilizziamo l’energia, poi è l’energia che si occupa di noi. La mente è contenuta e creata dal corpo, proprio come il corpo è contenuto e creato dalla mente. Al fondo di tutto questo, solo un canto di pace: «shalom aleikhem», venite in pace, angeli della pace, e portateci pace.



