Chaikhanà


BOLOGNA
Sabato 15 marzo 2008
KUNDALINI YOGA

Terzo occhio: il loto del comando

Corso guidato da
PAOLO RICCI

Il corso si svolgerà nel pomeriggio
DALLE 14 ALLE 19
Presso il
CENTRO YOGA LE VIE
Via D’Azeglio 35 – Bologna
third-eye.jpg

Il TEMA di questo incontro riguarda la centralità del TERZO OCCHIO, o meglio ajna chakra, il LOTO DEL COMANDO, nella pratica dello yoga.
Riconoscere e attivare questo centro di energia – situato sull’epistrofeo, ovvero sulla cima della colonna vertebrale, e percepibile più facilmente nel punto in mezzo alle sopracciglia – è fondamentale per potere entrare in contatto con gli altri centri di energia (chakra) e lavorare sul risveglio dell’energia creativa.
Imparare a portare la concentrazione sul terzo occhio permette di sviluppare un’attitudine all’osservazione e all’ascolto, ovvero quella capacità di percepire la giusta distanza tra noi e le cose, tra noi e le nostre emozioni.
Come al solito durante l’incontro, si praticheranno esercizi fisici – sia dinamici che statici –, esercizi di respirazione, di rilassamento e anche di concentrazione sulla visualizzazione (yantra) e sulla vibrazione sonora (mantra).
La comprensione e percezione dello spazio del terzo occhio è la base per la pratica della meditazione.

Oltre a vestiti comodi, è necessario portare un telo personale di cotone per coprire i tappetini (che sono messi a disposizione dal centro yoga) e una coperta di lana per il rilassamento.

A BOLOGNA
Sabato 9 febbraio 2008
KUNDALINI YOGA
Il risveglio e la cura dell’energia creativa

homepicture.jpg

Il corso si svolgerà nel pomeriggio, DALLE 14 ALLE 19.
Stiamo ancora definendo la SEDE che comunque sarà o una sala dell’Eremo di Ronzano o uno dei centri di yoga della città (Le Vie, Naturisti…).
Il TEMA è quello dell’attivazione, del riconoscimento e della cura di quel che nello yoga viene chiamato «energia creativa», ovvero la forza inconscia fondamentale insita nella vita, che sta alla base di tutte le umane funzioni e attività, e che può essere conosciuta e sperimentata con una consapevolezza diversa e maggiore da quella a cui siamo solitamente abituati.
Yoga è «stare con se stessi», ovvero lavorare, agire su se stessi con una proiezione di trasformazione.
Queste «azioni» (kriya) sono prevalentemente esercizi fisici, sia dinamici che statici, esercizi di respirazione, di rilassamento e concentrazione sulla vibrazione sonora. Si cercherà anche di dare un orientamento di base sul significato e sulla pratica della meditazione. (continua…)

IN ATTESA di rispondere con la dovuta calma e necessaria riflessione al commento inviato già da qualche giorno da Giuliano di Bologna, desidero condividere queste belle parole che mi sono arrivate questa sera da Piero di Genova che sta leggendo il libretto «Dal Ladakh». A presto.
Paolo

– – – – –

Julèe caro Paolo,

sto leggendo i libri che gentilmente mi hai donato. Ma desidero subito dirti che, pur non avendo mai compiuto nessuna delle esperienze che tu e i tuoi amici descrivete così efficacemente, provo la strana sensazione di essere stato con voi. In quei luoghi che, come l’India, una volta tornati, si continuano a sognare per tanto, tanto tempo. Eppure, mi sto dicendo, non mi sono mosso da casa. Ho continuato a fare le mie abluzioni quotidiane con l’acqua ben calda, ho mangiato “come si deve” la mia bistecchina, ho usufruito, insomma, di tutte quelle comodità che, solitamente, avvolgono la nostra giornata di cosiddetti liberi cittadini del mondo. E allora? Percepisco che seppur da fermo, dalla mia postazione alla palizzata al guinzaglio di quell’«attitudine all’inerzia», mi sto muovendo, sto viaggiando, sto vedendo… l’«inconsaputo ondeggiare del cuore, dove nasce e abita il suono senza suono». E questo grazie a te e ai tuoi amici. E alle “cose” che mi state narrando. «Come quando la lucerna ti illumina con il suo bagliore».

Grazie di cuore e, col cuore, Julèe! A presto.

Piero

sant-casetta.jpg

P.S. E certo queste parole di Piero fanno venire alla mente il famoso capitolo 47 del «Tao Teh Ching»:
Senza avere oltrepassato la porta
Conoscere tutto sotto il cielo
Senza guardare dalla finestra
Contemplare la Via del Cielo
 
Più si va lontano
Meno si saprà
 
I Santi non viaggiavano
Eppure erano informati
Senza avere guardato
Sapevano distinguere
Senza nulla avere fatto
Tutto era realizzato

IL 31 DICEMBRE dell’anno appena passato, ci siamo trovati in un gruppetto di sedici a camminare sulle sponde del Lago di Vico.

A causa di una particolare tranquillità, dettata dal pigro sole invernale, la partenza della giornata era stata lenta e così, quando abbiamo finalmente lasciato le auto, la mattina era già piuttosto avanzata.

Non avevo chiaro dove condurre il gruppo; l’unica cosa che desideravo era rimanere in contatto con l’energia del lago, il sereno – direbbero i cinesi –, con l’acqua tranquilla delimitata dalla terra.

yamuna-river.png

(continua…)

Ahi, il diario quotidiano!

È dal 25-12 che questo blog tace.

Giorni di silenzio: siamo andati – con un gruppetto di 16 – ad aspettare l’anno nuovo sulle colline viterbesi, Bomarzo, il paese dei mostri (esoterismi barocchi, folgorazioni massoniche…). Ma, molto di più, passeggiate alla scoperta della secolare faggeta di Soriano nel Cimino, uno degli incanti naturali nelle vicinanze di Roma. E ogni giorno immersioni (anche notturne) nelle terme ruspanti, campagnole, senza stabilimenti (salvo un paio di cabine spogliatoio) delle Masse di San Sisto: solo una grande vasca di bollente acqua gentilmente solforosa, e un contiguo, assolutamente necessario (dato il calore della vasca principale) frigidarium con cespuglietti di capelvenere al naturale.

E la sera yoga in villa, esplorando in particolare i percorsi del rilassamento (yoga nidra) come introduzione alla meditazione di consapevolezza.

Per tutte e tre le mattine di questo Trekking Yoga, siamo stati benedetti dal tiepido, ma generoso, sole invernale e, muniti di guanti e berretto, abbiamo potuto praticare chi kung all’aperto nel parco della villa.

E il 31 mattina abbiamo partecipato alla inattesa nascita di una “tradizione”… (ma di questo diremo a parte, perché l’attenta nostra webmaster montevarchese sostiene che sul web bisogna evitare la prosa ciceroniana… e io le credo).

BUON ANNO A TUTTI VOI, allora, e un abbraccio di meditazione.

Paolo

P.S. Ho visto il primo “commento” (in assoluto) – firmato da Paolo di Milano – in margine al primo post del 20-12 e gioisco, e capisco che il potenziale di rapporto, contatto, interazione, scambio di questo strumento detto blog può essere davvero interessante (!). Grazie Paolo, dunque, ti risponderò presto, e che il tuo gesto sia di incoraggiamento a tutti nel costruire pensiero utilizzando anche questo spazio dei commenti.

Ieri, a Roma, presentazione di un libro fotografico intitolato Le bellezze dell’albero. Una giornata di straordinaria normalità (Maprosti e Lisanti Editori).

bellezza-albero.jpg

Il libro è realizzato a cura dall’Opera don Calabria  all’interno di un “progetto per una integrazione sostenibile fra persone disabili, imprese e gente comune” chiamato “Articolotre“.

L’Articolo Tre di cui si parla è quello della nostra Costituzione dove si dice: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale […] È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che […] impediscono il pieno sviluppo della persona umana […]».

Il libro racconta la giornata particolare di Alessandro, un ragazzo «disabile psichico» che, grazie all’aiuto di diversi operatori raccolti attorno a questo progetto, è riuscito a costruirsi una vita normale: la casa, le strade, la città, il lavoro, la palestra, ecc.

Per Alessandro raggiungere questa normalità è un fatto straordinario, infatti «le persone disabili – si dice nell’introduzione del libro – faticano molto di più […] a vivere in un sistema sociale che riconosce come valori dominanti bellezza, competitività, forza».

È interessante questa centralità della bellezza, che il libro propone, intesa come chiave di apertura verso l’amore. Se non si sente la bellezza dell’altro, come lo si può amare?

Lo yoga insegna a cercare e riconoscere la bellezza ovunque: nel respiro, nel corpo, nell’ascolto delle emozioni, dei pensieri, nella vita che scorre in noi, attraverso di noi. Lo yoga può essere un ottimo canale di percezione della bellezza interiore di ogni essere: quella del creato che si riflette in ogni singola creatura che dentro di esso trova la sua giusta armonia, giusta posizione.

Certamente, riuscire a portare la ricchezza dello yoga e la sua capacità di “costruire” bellezza interiore a persone che soffrono di diverse forme di disagio sociale è uno degli obiettivi importanti della Chaikhanà.