Tornati appena ora dal Trekking Yoga nella zona di Sorano, Sovana, Pitigliano. La voglia di esprimere qualcosa di questa esperienza subito, a caldo.

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Il mondo degli etruschi: vie cave, grotte di tufo, civiltà rupestri, immagini di sirene scolpite nella roccia, capitelli romanici, profonde valli scavata dall’acqua e dal tempo .
Come sempre l’immersione nella natura è il grande evento di questa nostra ricerca: come se ogni volta, da questa immersione, riemergessimo con qualche pezzo perduto di noi stessi.
Le civiltà scomparse ci trasmettono il racconto della vita, e noi ci accorgiamo che la ricerca umana – trascorsi i millenni – non sembra troppo cambiata.
Ma che cosa sono i millenni? E gli anni, i giorni?
Carlo, la nostra guida, ci raccontava che gli etruschi sapevano che la loro civiltà sarebbe durata solo dieci secoli e infatti, puntualmente, dopo il tempo predestinato, questa civiltà – come uno strato di terreno – venne sovrastata da un’altra, quella romana.
In queste stratificazioni umane sentiamo la Storia, la nostra storia, quel DNA di cultura/natura da cui siamo formati e che in questi giorni abbiamo sentito emergere dal contatto con il silenzio delle civiltà e dei mondi scomparsi, sommersi, dal silenzio dei crocus, delle orchidee selvatiche, dei licheni, del muschio e delle calde acque naturali.
Analogamente, abbiamo meditato sul respiro come “primo” mantra, ascoltando il suono «io sono» (i-o-so-no) vibrare e prendere vita nel soffio di vita.
Nel corso della meditazione, emergeva la percezione che la nostra vita non sia altro che un’inspirazione e un’espirazione durante le quali abbiamo il tempo, l’occasione, di pronunciare questo misterioso «io sono», ovvero di intonare la nostra ardua consapevolezza dell’essere.
Poi l’Essere continua – nuove respirazioni, altre vite –, mentre l’io finisce.
Dire consapevolmente «io-sono» significa fare contatto con l’altrettanto vero e presente «io-non-sono».
Proprio come nella parola consapevole vibra sempre il silenzio.
La nostra mente intona il mantra, ma poi è il mantra che intona la nostra mente.
Noi stabilizziamo l’energia, poi è l’energia che si occupa di noi.
La mente è contenuta e creata dal corpo, proprio come il corpo è contenuto e creato dalla mente.
Al fondo di tutto questo, solo un canto di pace: «shalom aleikhem», venite in pace, angeli della pace, e portateci pace.