LUNGA L’ASSENZA da questo diario che quotidiano vorrebbe essere, e quotidiano non è manco per niente.
Le giustificazioni. Sono le solite: abbiamo sempre troppe cose da fare. E questo non è buono. È proprio questo il male da cui vorremmo difenderci e che invece ci assale da tutte le parti.
Siamo circondati!
Ma da che cosa?
Parlavamo del nemico, qualche settimana fa. È una riflessione importante. E certo non è facile individuarlo: e che nemico sarebbe, se fosse facile da scovare e vincere?
Credo che il vero nemico, quello più vero, sia il fatto che il rapporto con l’amico sia flebile, inconsistente, troppo spesso dimenticato.
E le rispondevo citando il verso seguente dello stesso salmo:
«… da chi mi verrà l’aiuto?».
Se non rinforziamo il rapporto con l’Amico… il nemico invade sempre più il campo, la vita, piglia spazio, conquista terreno e territori interiori ed esteriori. E la vita diventa proprio quel che è: questo turbinio di cose, fatti, fenomeni, accidenti… una stanchezza ipercinetica… un correre dietro alle cose con la sensazione di non farcela mai a farle tutte, a farle bene. Non si scappa. Il nemico è più forte, a meno che non ci venga incontro, a meno che non andiamo con decisione incontro all’Amico.
Un carissimo saluto e a presto (spero) (e aspetto vostre parole).
Paolo
