LUNGA L’ASSENZA da questo diario che quotidiano vorrebbe essere, e quotidiano non è manco per niente.

Le giustificazioni. Sono le solite: abbiamo sempre troppe cose da fare. E questo non è buono. È proprio questo il male da cui vorremmo difenderci e che invece ci assale da tutte le parti.

Siamo circondati!

Ma da che cosa?

Parlavamo del nemico, qualche settimana fa. È una riflessione importante. E certo non è facile individuarlo: e che nemico sarebbe, se fosse facile da scovare e vincere?

Credo che il vero nemico, quello più vero, sia il fatto che il rapporto con l’amico sia flebile, inconsistente, troppo spesso dimenticato.

 

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monte prado e monte cusna

Mi scriveva Giusi l’altro giorno citando un Salmo (il 121):
«Alzo gli occhi verso i monti…»

E le rispondevo citando il verso seguente dello stesso salmo:
«… da chi mi verrà l’aiuto?».

Se non rinforziamo il rapporto con l’Amico… il nemico invade sempre più il campo, la vita, piglia spazio, conquista terreno e territori interiori ed esteriori. E la vita diventa proprio quel che è: questo turbinio di cose, fatti, fenomeni, accidenti… una stanchezza ipercinetica… un correre dietro alle cose con la sensazione di non farcela mai a farle tutte, a farle bene. Non si scappa. Il nemico è più forte, a meno che non ci venga incontro, a meno che non andiamo con decisione incontro all’Amico.

Un carissimo saluto e a presto (spero) (e aspetto vostre parole).

Paolo