RICEVO da Marta di Bologna il messaggio che riporto di seguito.
La raccolgo non solo perché quello sull’essere santi è un pensiero molto particolare, e direi soprattutto anomalo, ma anche per il rapporto che Marta ha con l’ascolto dei libri.
L’altro giorno Giuliano (sempre di Bologna) parlava della necessità di
«un rapporto diretto, da persona viva a persona viva, da bocca a orecchio […] Leggo dei libri, i “libri”, ma non ricevo altro che quello che è già in me».
Mi piace questo scambio di diversi sentire, e credo che sia bene continuare a leggere, scrivere e parlare tra noi.
Buona giornata.
Paolo

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CARO PAOLO, finalmente è sabato sera, e mi riposo. È stata una settimana di duro lavoro, e ne avrò per un mese abbondante. Pazienza. C’è un tempo per tutte le cose. Lavoro e insieme penso. Ho appena finito un libro di Ida Magli su Santa Teresa di Lisieux. Non ne sapevo quasi niente, e mi ha sconvolto. Poi sono passata a Santa Teresa d’Avila, e me ne sono subito innamorata. Io nutro una passione particolare per i santi, una sorta di attrazione istintiva. Mi sembra di sentirli in un modo così forte. Leggere le loro parole mi procura un brivido, una specie di eccitamento felice, come quando incontri qualcuno che ami, e che non vedevi da molto tempo. Qualcosa passa dalla parola alla pagina, e dalla pagina sino a me. Vibriamo insieme. Non è una questione di appartenenza religiosa, ma qualcosa di più grande. I mistici parlano un linguaggio universale, che passa direttamente da cuore a cuore. Ascoltarli me li fa sentire così vicini, che ogni volta penso: non vorrei passare il mio tempo libero in nessun altro modo che leggendo le loro storie.

Buonanotte,

Marta