per l’incontro di
KUNDALINI YOGA
che si terrà
A BOLOGNA
Sabato 9 febbraio 2008
è
CENTRO YOGA LE VIE
Via D’Azeglio 35 (pieno centro)
40123 Bologna
Gennaio 29, 2008
Gennaio 22, 2008
A BOLOGNA
Sabato 9 febbraio 2008
KUNDALINI YOGA
Il risveglio e la cura dell’energia creativa
Il corso si svolgerà nel pomeriggio, DALLE 14 ALLE 19.
Stiamo ancora definendo la SEDE che comunque sarà o una sala dell’Eremo di Ronzano o uno dei centri di yoga della città (Le Vie, Naturisti…).
Il TEMA è quello dell’attivazione, del riconoscimento e della cura di quel che nello yoga viene chiamato «energia creativa», ovvero la forza inconscia fondamentale insita nella vita, che sta alla base di tutte le umane funzioni e attività, e che può essere conosciuta e sperimentata con una consapevolezza diversa e maggiore da quella a cui siamo solitamente abituati.
Yoga è «stare con se stessi», ovvero lavorare, agire su se stessi con una proiezione di trasformazione.
Queste «azioni» (kriya) sono prevalentemente esercizi fisici, sia dinamici che statici, esercizi di respirazione, di rilassamento e concentrazione sulla vibrazione sonora. Si cercherà anche di dare un orientamento di base sul significato e sulla pratica della meditazione. (continua…)
Gennaio 20, 2008
CARO PAOLO, finalmente è sabato sera, e mi riposo. È stata una settimana di duro lavoro, e ne avrò per un mese abbondante. Pazienza. C’è un tempo per tutte le cose. Lavoro e insieme penso. Ho appena finito un libro di Ida Magli su Santa Teresa di Lisieux. Non ne sapevo quasi niente, e mi ha sconvolto. Poi sono passata a Santa Teresa d’Avila, e me ne sono subito innamorata. Io nutro una passione particolare per i santi, una sorta di attrazione istintiva. Mi sembra di sentirli in un modo così forte. Leggere le loro parole mi procura un brivido, una specie di eccitamento felice, come quando incontri qualcuno che ami, e che non vedevi da molto tempo. Qualcosa passa dalla parola alla pagina, e dalla pagina sino a me. Vibriamo insieme. Non è una questione di appartenenza religiosa, ma qualcosa di più grande. I mistici parlano un linguaggio universale, che passa direttamente da cuore a cuore. Ascoltarli me li fa sentire così vicini, che ogni volta penso: non vorrei passare il mio tempo libero in nessun altro modo che leggendo le loro storie.
Buonanotte,
Marta
Gennaio 19, 2008
DUE RIGHE DUE sugli ultimi afflati di papismo all’italiana.
Anzi una domanda e una constatazione.
La domanda: ma il Papa e i vescovi sono forse esentati dall’essere loro stessi cristiani? Nel senso che si occupano di tutto tranne che di mettere in pratica – loro – le parole di Cristo. Infatti, se uno fosse coerente con le parole di Gesù quando dice «Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi» (Luca 6,26), dovrebbe solo gioire per il fatto di non essere desiderato e amato sempre da tutti e da tutto e che qualcuno, in un’Università, dica: no thanks.
Che imbroglio! Sempre di più si ha l’idea che i capi della Chiesa non siano tanto interessati al regno di Dio, quanto a quello degli uomini e che anzi facciano uso delle teorie sul regno dei Cieli per gestire il loro comando sul regno della Terra.
Citando sempre Gesù: «Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore» (Matteo 6,19-21).
Trovo che questa frase sia bellissima: là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore. Al di là di papismi e antipapismi (!), questa è una bellissima meditazione per ognuno di noi: dov’è il mio tesoro? Dove è veramente il mio tesoro?
Gennaio 18, 2008
«Siamo tutti gettati in una condizione storica senza tradizioni e pare che non resti altro che andare alla ricerca delle nostre radici o di volgerci alle altre tradizioni, alle radici altrui… non lo escludo (non posso escludermi nessuna via), ma, intanto, perché non interrogare questo nostro essere senza radici? senza tradizione? che significa? qual è il senso di questo vuoto? perché il senso esiste sempre, niente è privo di senso. C’è un vuoto che chiede di essere ascoltato, percorso, anche questa è una via…».
E ormai, e sempre di più, anche questa condizione di «senza radici» non solo è punto di partenza, ma è quantomeno consuetudine e – trovando tracce di questo nel passato – potremmo arrivare a chiamarla tradizione: non siamo i primi a vivere questo sentimento di vuoto. Stiamo solo facendo la nostra piccola strada. È che siamo troppo abituati a stare nel pieno, abbacinati dal bisogno di essere “pieni” e dall’idea che si possa sempre essere pieni, per riuscire a comprendere la necessità del passaggio attraverso il vuoto, attraverso il proprio personale vuoto.Gennaio 15, 2008
– – – – –
Julèe caro Paolo,
sto leggendo i libri che gentilmente mi hai donato. Ma desidero subito dirti che, pur non avendo mai compiuto nessuna delle esperienze che tu e i tuoi amici descrivete così efficacemente, provo la strana sensazione di essere stato con voi. In quei luoghi che, come l’India, una volta tornati, si continuano a sognare per tanto, tanto tempo. Eppure, mi sto dicendo, non mi sono mosso da casa. Ho continuato a fare le mie abluzioni quotidiane con l’acqua ben calda, ho mangiato “come si deve” la mia bistecchina, ho usufruito, insomma, di tutte quelle comodità che, solitamente, avvolgono la nostra giornata di cosiddetti liberi cittadini del mondo. E allora? Percepisco che seppur da fermo, dalla mia postazione alla palizzata al guinzaglio di quell’«attitudine all’inerzia», mi sto muovendo, sto viaggiando, sto vedendo… l’«inconsaputo ondeggiare del cuore, dove nasce e abita il suono senza suono». E questo grazie a te e ai tuoi amici. E alle “cose” che mi state narrando. «Come quando la lucerna ti illumina con il suo bagliore».
Grazie di cuore e, col cuore, Julèe! A presto.
Piero
P.S. E certo queste parole di Piero fanno venire alla mente il famoso capitolo 47 del «Tao Teh Ching»:Gennaio 11, 2008
Un piccolo pensiero che mi accompagna in questi giorni.
Riguarda la nostra apertura di occidentali allo studio e alla lettura dei testi sacri orientali in generale e di quelli buddhisti in particolare. È facilmente deducibile che in queste pagine che vengono dall’Asia troviamo nutrimento: un nutrimento spirituale che pare non riconosciamo provenire da altre parti.
Però non posso non domandarmi quali siano le ragioni per cui non riusciamo a rivolgere un simile interesse di studio verso le scritture della tradizione occidentale. Ovvero, fa una certa impressione sentire parlare da uno studente di yoga, con cognizione e intelligenza, del 18° capitolo della Bhagavad Gita e scoprire poi che non ha mai sentito parlare del 6° capitolo del Vangelo secondo Matteo.
Parlavo l’altro giorno – con un giovane studente – della percezione del bene come fulcro comune attorno a cui fare ruotare il nostro esercizio di meditazione, ed è stato molto piacevole che lui, sottovoce, semplicemente commentasse: … Socrate.
E aveva ragione.
Così, quando vedo alcuni studenti affaticarsi sulle difficili interpretazioni degli Yogasutra, chiedo: ma l’avete mai letto Il Simposio di Platone?
Che cosa?
Non vorrei sembrare campanilista, ma … perché perdersi l’incontro con Diotima la sacerdotessa maestra di Socrate?
Gennaio 4, 2008
Gennaio 3, 2008
IL 31 DICEMBRE dell’anno appena passato, ci siamo trovati in un gruppetto di sedici a camminare sulle sponde del Lago di Vico.
A causa di una particolare tranquillità, dettata dal pigro sole invernale, la partenza della giornata era stata lenta e così, quando abbiamo finalmente lasciato le auto, la mattina era già piuttosto avanzata.
Non avevo chiaro dove condurre il gruppo; l’unica cosa che desideravo era rimanere in contatto con l’energia del lago, il sereno – direbbero i cinesi –, con l’acqua tranquilla delimitata dalla terra.
Gennaio 2, 2008
… «In principio c’è la Tradizione, dice il Dalai Lama…
… ma una tradizione non la si inventa – penso io –…»
A SCUOLA DAL DALAI LAMA
Abbiamo la fortuna che in questi giorni, in Ladakh, ci sia il Dalai Lama, sua santità, per tenere una serie di lezioni e di discorsi pubblici che richiamano decine di migliaia di persone da tutte le valli intorno. L’evento ha una sua eccezionalità.
(continua…)