Ieri, a Roma, presentazione di un libro fotografico intitolato Le bellezze dell’albero. Una giornata di straordinaria normalità (Maprosti e Lisanti Editori).

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Il libro è realizzato a cura dall’Opera don Calabria  all’interno di un “progetto per una integrazione sostenibile fra persone disabili, imprese e gente comune” chiamato “Articolotre“.

L’Articolo Tre di cui si parla è quello della nostra Costituzione dove si dice: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale […] È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che […] impediscono il pieno sviluppo della persona umana […]».

Il libro racconta la giornata particolare di Alessandro, un ragazzo «disabile psichico» che, grazie all’aiuto di diversi operatori raccolti attorno a questo progetto, è riuscito a costruirsi una vita normale: la casa, le strade, la città, il lavoro, la palestra, ecc.

Per Alessandro raggiungere questa normalità è un fatto straordinario, infatti «le persone disabili – si dice nell’introduzione del libro – faticano molto di più […] a vivere in un sistema sociale che riconosce come valori dominanti bellezza, competitività, forza».

È interessante questa centralità della bellezza, che il libro propone, intesa come chiave di apertura verso l’amore. Se non si sente la bellezza dell’altro, come lo si può amare?

Lo yoga insegna a cercare e riconoscere la bellezza ovunque: nel respiro, nel corpo, nell’ascolto delle emozioni, dei pensieri, nella vita che scorre in noi, attraverso di noi. Lo yoga può essere un ottimo canale di percezione della bellezza interiore di ogni essere: quella del creato che si riflette in ogni singola creatura che dentro di esso trova la sua giusta armonia, giusta posizione.

Certamente, riuscire a portare la ricchezza dello yoga e la sua capacità di “costruire” bellezza interiore a persone che soffrono di diverse forme di disagio sociale è uno degli obiettivi importanti della Chaikhanà.